• Federica Cosentino

Coll - il nocciolo | Conosciamo gli OGHAM





Cosa sono gli Ogham: scoprilo in questo articolo


I celti trasmettevano la propria cultura solo oralmente (anche se per la scrittura ufficiale utilizzavano le lingue dei popoli vicini, come per esempio il greco). I detentori della cultura del popolo era i druidi, sacerdoti, ma anche consiglieri del re, guaritori, conoscitori dei movimenti cosmici e della Terra e poeti. Essi si dividevano in tre categorie in base alla loro specializzazione e i bardi erano coloro che mantenevano nel tempo la conoscenza poetica. Studiavano più di 20 anni per arrivare a conoscere a memoria tutto il corpus di miti e storie necessarie.

I celti però avevano anche una forma di scrittura, chiamata Ogham (si legge Oam). Nel Libro di Ballymote si dice che questo alfabeto fosse stato creato da Ogma, un Dio celtico della battaglia, l’eroe guerriero che era però anche il Dio della scrittura. Egli lo diede agli uomini colti perché avessero un linguaggio segreto non utilizzabile dagli stolti.


COLL - Il nocciolo


Il nocciolo rappresenta la saggezza, è l’albero della conoscenza e la nocciola è il simbolo della conoscenza interiore. Le nocciole sono anche il simbolo della saggezza poetica.


Il nocciolo nel mito


Intorno alla sorgente di Connla, situata nel regno dei Tuatha de Danann, crescono nove alberi di nocciolo. Dentro la sorgente, invece, nuotano cinque salmoni, che si nutrono delle nocciole che cadono in acqua e, una volta mangiate, nuotano nei fiumi del mondo. Qui vengono pescati e mangiati e colui che mangerà un salmone della sorgente di Connla riceverà l’ispirazione poetica e la conoscenza.


Questo è ciò che accade a Fionn, il capo dei Fianna, i guerrieri d'Irlanda. Il poeta Finn Eces (o Finegas) trascorre sette anni a cercare di pescare il salmone e quando ci riesce lo da da cucinare a Fionn, il suo apprendista. Egli però finirà per bruciarsi con il grasso del salmone e mettendosi il dito in bocca per il dolore, sarà lui a ricevere tutta la conoscenza del mondo.



Il nocciolo nelle tradizioni


  • Si dice che portare una manciata di nocciole in tasca porti fortuna e che trovarne due attaccate sia segno di buon auspicio.

  • Probabilmente il nocciolo era consacrato alla saggezza anche perché un albero di nocciolo inizia a produrre frutti dopo 9 anni. Il 9 è uno dei numeri maggiormente sacri per i celti.

  • In Irlanda, ai funerali, vengono poste nocciole nella bara.

  • Nulla ci resta degli ogham incisi su legno di tasso e di nocciolo, ciò di cui abbiamo notizia è che erano destinati a scopi magico-divinatori.

  • In Inghilterra ancora nel Seicento si usava un ramo biforcuto di nocciolo non solo per divinare la presenza di tesori sepolti o di sorgenti nascoste, come si fa ancor oggi, ma anche per scoprire i colpevoli di omicidio o di furto.

  • L’abbattimento di un nocciolo, un tempo, comportava la pena capitale, poi tramutata nel pagamento di una mucca.




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Bibliografia


Robert Graves, “La Dea Bianca”

MacCulloch, "La religione degli antichi celti"



AUTRICE: Federica Cosentino


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