• Federica Cosentino

Il simbolismo del drago nel mondo celtico

Aggiornato il: mar 18



Il simbolo del drago nel mondo celtico ha un’origine molto antica, molto più antica dei soli celti e molto più vasta. Il drago è infatti riconosciuto come tra i simboli più importanti in tutto il mondo, non solo in quello occidentale.


I wurm


All’origine questi esseri erano descritti come grandi vermi alati, i wurm. Erano noti nell’arco alpino con diversi nomi: Wura in Svizzera, Ouibra nel Vallese, Guivre oppure Vouivre in Val d’Aosta.

Con il tempo la figura del drago si andò arricchendo di sempre maggiori particolari, fino ad arrivare alla visione odierna.



I miti


Il drago insieme al serpente (i due un tempo erano considerati come lo stesso essere/simbolo), sono presenti nei più antichi miti del mondo. Tutte le culture più antiche hanno miti che parlano di questo essere, che si sono tramandati fino a noi sotto varia forma.



Il drago e il serpente


Il simbolo del drago è un’evoluzione di quello del serpente. I due, insieme, rappresentano, infatti, l’unione tra la terra (il serpente che striscia) e il cielo (l’uccello che vola). L’unione tra la materia e lo spirito.

Il drago è quindi un essere di unione, sia solare che lunare, sia materiale che spirituale, sia del cielo che della terra. La perfetta complementarietà.


Perché uccelli e serpenti sono così importanti?


Devi sapere che sia l’uccello che il serpente sono due simboli antichi, antichissimi in realtà. Provengono infatti dal Paleolitico e dal Neolitico dopo di lui. Erano entrambi la rappresentazione della Dea antica, la madre del mondo che veniva venerata dai tempi più antichi.

I suoi simboli rimasero gli stessi per millenni. Il tema più importante legato alla Dea e ai suoi simboli, è il mistero della nascita, della morte e della rigenerazione, non solo dell’uomo, ma della natura e dell’Universo interi.

La Dea era quindi connessa agli uccelli, soprattutto acquatici, proprio perché l’acqua era datrice di vita. Tutto proviene dall’acqua.

Il serpente, invece, era il simbolo dell’energia vitale e della rigenerazione.

Per questo motivo, quindi, il drago è l’unione tra la manifestazione delle acque, attraverso il simbolo dell’uccello e il serpente che dona l’energia vitale.


Il drago attorcigliato


Spesso nei miti, nelle illustrazioni, nelle leggende, il drago (o il serpente) vengono trovati attorcigliati intorno ad un albero. La spirale che egli forma, arrotolato intorno all’albero, rappresenta la spirale dei cicli naturali, la dualità del vivere e morire, del crescere e del deperire.


Il mito celtico delle Ossa del drago

Narra un’antica leggenda celtica che, dall’inizio del mondo, un grande serpente con ali e corna, giaccia sepolto sotto il manto della Terra. Le sue spire si spingono sin nel profondo del vasto mare Oceano e le sue ossa sostengono le montagne più alte. Suo è il potere che percorre il mondo, affiorando più potente là dove le sue ossa sono più vicine alla superficie.
“Le ossa del drago” Arthur Breizh

Nel mondo celtico c’è un mito che parla di come è formato il mondo. Esso spiega come un drago viva all’interno della terra, dormendo nel sottosuolo. I suoi movimenti scatenano i terremoti. Lungo le sue spire scorrono le energie della terra, le energie del drago, che vengono canalizzate dai druidi per compiere i loro misteri.

In questo mito il drago è il rappresentante delle forze ctonie della profondità della terra, che se utilizzate sapientemente possono guarire, donare potenza e conoscenza, ma che se utilizzate in modo sbagliato possono causare distruzione.


Il drago e i Fianna


Sempre nei miti celtici dei guerrieri Fianna, si trovano spesso draghi e serpenti. I Fianna combattono enormi draghi (che a volte sono rappresentati come serpenti d’acqua), che rappresentano sia la conquista interiore che le forze della natura, né buone né cattive.


Il mito dei tesori del drago


In molti miti e leggende, nella saga dei Nibelunghi per esempio, ma anche nella tradizione Valdostana, esiste questa visione del drago che porta un gioiello come terzo occhio, spesso uno smeraldo. Questo gioiello dovrà essere conquistato.

Un tempo il gioiello rappresentava la saggezza, la conoscenza e questo mito è forse una delle più antiche forme del mito del Graal. Con il tempo, però, il gioiello è diventato non più la forma di conquista spirituale, quanto la pura ricchezza materiale. Da qui nascono i grandi tesori dei draghi di cui molti libri e leggende parlano, ad esempio Tolkien ne Lo Hobbit.



Il drago come guardiano della soglia


Il drago è un simbolo di potenza, ma anche di protezione. Egli è il guardiano delle soglie, dei luoghi nascosti che custodiscono tesori.

Sfidarlo e superare la barriera che egli pone, ha valore di rito di iniziazione. Il drago (o il serpente) unisce al proprio interno tutti gli elementi: l’aria, nella quale vola, la terra, nella quale si rifugia, l’acqua dalla quale proviene ed il fuoco che lo protegge. Egli rappresenta quindi la conoscenza massima su tutto il creato.

In tutte le popolazioni antiche, ognuno doveva sconfiggere il drago, mai ucciderlo ma domarlo, domare se stessi per raggiungere la conoscenza e questa era una soglia della vita.

Il drago, infatti, è spesso raffigurato come il guardiano sotterraneo dei tesori e non a caso. Lui è il guardiano dei tesori che abbiamo dentro e per portarli fuori dobbiamo superare noi stessi, domare il drago.

Egli è, però, anche simbolo di protezione, protegge infatti la nostra interiorità da intrusioni.



La lotta con il proprio drago interiore


La lotta con il drago che ognuno di noi deve affrontare per poter raggiungere il vero sé, le vere conoscenze, è anche un conflitto tra luce ed ombra, il compito che il guerriero interiore deve portare a termine per poter raggiungere la conoscenza interiore.

Il drago rappresenta in questo modo anche la lotta con se stessi, per dominare il proprio lato oscuro e conquistare la padronanza di sé.

Il drago non è il male, come l’ha dipinto il cristianesimo, e combattere il drago non significa distruggere il male! Significa, invece, conquistare la sapienza che egli custodisce come guardiano della soglia.




Ogni due mercoledì con il druido, Andrea Cogerino, creiamo serate di meditazioni simboliche dove approfondiamo un simbolo del mondo celtoligure.

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AUTRICE: Federica Cosentino


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