Saille - il salice | Conosciamo gli OGHAM

Aggiornamento: mar 24






Cosa sono gli Ogham: scoprilo in questo articolo


I celti trasmettevano la propria cultura solo oralmente (anche se per la scrittura ufficiale utilizzavano le lingue dei popoli vicini, come per esempio il greco). I detentori della cultura del popolo era i druidi, sacerdoti, ma anche consiglieri del re, guaritori, conoscitori dei movimenti cosmici e della Terra e poeti. Essi si dividevano in tre categorie in base alla loro specializzazione e i bardi erano coloro che mantenevano nel tempo la conoscenza poetica. Studiavano più di 20 anni per arrivare a conoscere a memoria tutto il corpus di miti e storie necessarie.

I celti però avevano anche una forma di scrittura, chiamata Ogham (si legge Oam). Nel Libro di Ballymote si dice che questo alfabeto fosse stato creato da Ogma, un Dio celtico della battaglia, l’eroe guerriero che era però anche il Dio della scrittura. Egli lo diede agli uomini colti perché avessero un linguaggio segreto non utilizzabile dagli stolti.


SAILLE - Il salice




Il salice è spesso associato all'acqua, alla nuova crescita e alla guarigione, all'ottimismo, al movimento e all'adattabilità. è l'albero dei poeti.


Il salice nel mito - La leggenda di Labraid Loingsech


Labraid è considerato uno dei grandi Re d’Irlanda, antenato mitico delle genti del Leinster.

La storia della sua vita è legata al salice ed è raccontata nel Lebor Gabála Érenn.


Secondo la tradizione storica, suo nonno, Lóegaire Lorc, era stato Re Supremo, ma fu ucciso a tradimento da suo fratello Cobthach Cóel Breg. Cobthach pagò qualcuno per avvelenare il figlio di Lóegaire, Ailill Áine, il padre di Labraid e costrinse il giovane ragazzo a mangiare una parte del cuore di suo padre e di suo nonno. Colpito dal trauma, il ragazzo divenne muto.


Labraid fu esiliato all'estero, solo e muto. Solo grazie alla fanciulla Moriath recuperò la voce e dopo trent'anni invase il Leinster, fece pace con Cobthach e gli fu assegnata la provincia di Leinster. Più tardi divenne Grande Re.

Diventato re, Labraid manteneva però alcune insicurezze. Si dice che avesse orecchie di cavallo e che se ne vergognasse oltremodo. Si faceva tagliare i capelli solo una volta l’anno e uccideva poi il barbiere che glieli aveva tagliati.

Una vedova, sapendo che il suo unico figlio era stato scelto per tagliare i capelli del re, lo pregò di non ucciderlo, e lui acconsentì, fintanto che il barbiere avrebbe mantenuto il suo segreto.


Il fardello del segreto era così pesante che il barbiere si ammalò. Un druido gli consigliò di andare a un bivio e di raccontare il suo segreto al primo albero in cui si trovava. Sarebbe stato così sollevato dal suo fardello e sarebbe guarito. Egli raccontò quindi il segreto ad un salice.


Passato del tempo, il druido si ritrovò davanti alla città con l’arpa rotta e, prima di rientrare, prese alcuni rami di salice per costruire una nuova arpa. Usò proprio i rami di quel salice che aveva udito il segreto.

L’albero aveva bisogno di rivelare il segreto e quindi si impossessò del druido mentre questo stava suonando, rivelando così davanti a tutta la corte il segreto delle orecchie da cavallo del sovrano.


Labraid aveva però un cuore buono, si pentì di tutti i barbieri che aveva messo a morte e ammise il suo segreto, accettandosi per com’era.



Il salice nelle tradizioni


  • Si dice che il salice sia utile per alleviare l'amarezza e il risentimento e giovi a coloro che spesso incolpano gli altri per le loro disgrazie.

  • Le foglie di salice erano spesso indossate come incantesimi per proteggere dalla gelosia

  • Si diceva che il legno del salice all'interno e all'esterno di un'abitazione proteggesse dal male

  • Si pensa che gli antichi druidi celtici usassero il salice per creare bacchette per proteggere dal male. Il detto "bussare al legno" o "toccare il legno" potrebbe derivare da antiche usanze di bussare o toccare un salice per portare fortuna ed evitare la sfortuna. Questa usanza è stata anche ripresa nel libro harry potter per esempio.

  • Il folklore racconta di salici che camminano nella notte! Nel Somerset si diceva che: "Il salice cammina se viaggi in ritardo" ·

  • Nella canzone degli alberi della foresta, un poema irlandese, è detto di non bruciare i salici, alberi sacri ai poeti





Vuoi scoprire di più sul salice?


Ecco la serata di Conosciamo gli ogham nella quale abbiamo parlato del salice e del pioppo.

Per acquistarla basta che clicchi sulla foto





Insieme ad Efrem Briatore, in 16 incontri annuali, il martedì sera dalle 21.00 alle 22.30

scopriamo insieme l'alfabeto arboreo dei celti, tra mitologia, tradizioni, folclore, botanica ed energie degli alberi.

Se ti interessa vieni a scoprire il corso CONOSCIAMO GLI OGHAM e scopri sotto i prossimi incontri







Bibliografia


Robert Graves, “La Dea Bianca”

MacCulloch, "La religione degli antichi celti"

Riccardo Taraglio, "Il vischio e la quercia"



AUTRICE: Federica Cosentino


51 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti